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EDITORIALE - La lussazione di rotula: perché un osso così piccolo crea tanti problemi?

La lussazione di rotula è una causa comune di zoppia nei cani di piccola taglia ma si riscontra frequentemente anche nei soggetti di taglia medio-grande. Nel passato tale patologia è stata approcciata sulla base della classificazione in 4 gradi proposta da Singleton negli anni ’60, senz’altro utile ma non sufficiente per svelarne la sua complessità patogenetica e la poliedricità dei quadri clinici. L’inadeguatezza di questo approccio si traduceva in un’inevitabile elevata percentuale di recidive post-chirurgiche, in quanto soprattutto nei casi affetti da lussazione di III° e IV° le tecniche tradizionali utilizzate non erano idonee a riallineare il meccanismo estensorio della rotula1.
Nell’ultimo decennio è stato ridefinito l’aspetto patogenetico, chiarendo che la lussazione di rotula è prevalentemente legata a deformità scheletriche dell’arto pelvico, cui si associano disfunzioni e contratture muscolari e alterazioni locali a livello della troclea femorale e alterazioni a carico dei tessuti molli periarticolari. Un contributo fondamentale è stato apportato da Derek Fox e Jim Tomlinson, colleghi dell’Università del Missouri, che hanno introdotto la metodologia CORA in ortopedia veterinaria e hanno fornito i parametri di riferimento per la valutazione dello studio dell’allineamento dell’arto pelvico2,3. Altrettanto rilevante è stato il contributo del dr Petazzoni, in merito al ruolo della torsione tibiale nella patogenesi e nel trattamento della lussazione rotulea4. Parallelamente è stato indagato e chiarito l’impatto di alcune variabili, quali razza, età e peso del paziente, nel determinare il polimorfismo della presentazione clinica5. Tutte queste nuove informazioni sono state ordinate e organizzate in corsi teoricopratici che rappresentano lo strumento didattico e divulgativo indispensabile per la formazione dei chirurghi veterinari ortopedici nell’interpretazione della patologia e nella scelta del trattamento chirurgico idoneo, con particolare riferimento alla pianficazione e all’esecuzione delle osteotomie correttive.
In conclusione, oggi abbiamo a disposizione gli strumenti che ci consentono di indirizzare correttamente l’iter diagnostico, algoritmi idonei a definire la classe del paziente e a individuare il trattamento chirurgico efficace per la risoluzione di una patologia complessa e insidiosa.

BIBLIOGRAFIA
1. Arthurs GI, Langley-Hobbs SJ. Complications associated with corrective surgery for patellar luxation in 109 dogs. Veterinary Surgery 35: 559–566, 2005.
2. Tomlinson J, Fox D, Cook JL, et al. Measurement of femoral angles in four dog breeds. Veterinary Surgery 36: 593–598, 2007.
3. Dismukes DI,Tomlinson JL, Fox DB, et al. Radiographic Measurement of Canine Tibial Angles in the Sagittal Plane. Veterinary Surgery 37: 300-305, 2008
4. Petazzoni M. Concepts in tibial deformity correction.Proceedings of European Society of Veterinary Orthopedics and Traumatology. 223-227, 2014 Venice, Italy.
5. Bosio V, Bufalari A, Peirone B, et al. Prevalence, treatment and outcome of patellar luxation in dogs in Italy. Veterinary and Comparative Orthopaedics and Traumatology 30: 364-370, 2017.

Additional Info

  • Authors: Peirone B.
  • Authors note: Bruno Peirone Med Vet, Prof, Dr Ric
  • Year: 2020
  • Reference: Veterinaria Year 34, n. 3, June 2020
  • Pages: 107
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