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EDITORIALE - Epilessia felina: vecchie conoscenze e nuove prospettive

L’epilessia nel gatto rappresenta una condizione clinica complessa, spesso sottostimata e, per molti aspetti, ancora poco compresa. A differenza del cane, nel quale l’epilessia idiopatica è ormai un’entità ben riconosciuta e ampiamente studiata, il paziente felino continua a porre interrogativi diagnostici e gestionali che richiedono al medico veterinario un approccio particolarmente attento e critico.
Uno degli aspetti più insidiosi dell’epilessia felina risiede nella sua presentazione clinica eterogenea. Le crisi epilettiche nel gatto possono manifestarsi con segni meno eclatanti rispetto al cane, talvolta intermittenti, parziali o facilmente confondibili con disturbi comportamentali, dolore, alterazioni sensoriali o altre condizioni neurologiche. Questo rende il riconoscimento dell’evento epilettico meno immediato e contribuisce a ritardi diagnostici o a interpretazioni non sempre corrette.
A complicare ulteriormente il quadro, nel gatto le cause strutturali e metaboliche di epilessia risultano percentualmente più rilevanti rispetto a quanto osservato nel cane. Neoplasie intracraniche, malattie infiammatorie, alterazioni vascolari o metaboliche sono frequentemente alla base delle crisi epilettiche feline, imponendo un percorso diagnostico approfondito e metodico. In questo contesto, l’epilessia idiopatica nel gatto rimane una diagnosi di esclusione, che richiede rigore clinico e l’impiego appropriato degli strumenti diagnostici disponibili.
La gestione dell’epilessia felina non è solo una sfida diagnostica, ma anche terapeutica. La scelta del trattamento antiepilettico, la valutazione della risposta clinica e il monitoraggio degli effetti collaterali devono essere adattati a una specie con peculiarità farmacocinetiche e comportamentali proprie. Inoltre, la comunicazione con il proprietario riveste un ruolo centrale: spiegare la natura della patologia, le aspettative realistiche e l’importanza del follow-up è fondamentale per una gestione efficace nel lungo termine.
In questo numero di Veterinaria vengono presentati due contributi che affrontano l’epilessia felina da prospettive complementari. Pur con approcci diversi, entrambi gli articoli condividono l’obiettivo di fornire al clinico strumenti interpretativi utili per orientarsi in un ambito complesso, nel quale l’esperienza pratica deve integrarsi con una solida conoscenza della fisiopatologia e delle opzioni diagnostiche e terapeutiche.
L’intento di questi lavori non è soltanto quello di descrivere quadri clinici o protocolli, ma di stimolare una riflessione più ampia sull’epilessia nel gatto: una condizione che richiede attenzione, sensibilità clinica e un approccio personalizzato, capace di andare oltre schemi rigidi e semplificazioni.
Ci auguriamo che la lettura di questi contributi possa aiutare il medico veterinario a riconoscere più facilmente l’epilessia felina, a inquadrarla con maggiore consapevolezza e a gestirla in modo più efficace, con l’obiettivo ultimo di migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro proprietari.
Buona lettura.

Additional Info

  • Authors: Menchetti M.
  • Authors note: Menchetti M., Med Vet, PhD, Dipl ECVN
  • Year: 2025
  • Reference: Veterinaria Year 39, n. 6, December 2025
  • Pages: 283 - 284
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