EDITORIALE - Il diabete mellito felino: tecnologia e nuovi farmaci per una gestione ottimale

La medicina del gatto ha sempre sofferto di un numero inferiore di studi e quindi di minori conoscenze rispetto al cane. Per anni, i veterinari hanno applicato gli stessi protocolli diagnostici e terapeutici del cane anche al gatto. La medicina felina è ad oggi, invece, una branca ampliamente riconosciuta e si sono affermate riviste scientifiche, testi e congressi specificatamente dedicati al gatto.1 Il diabete mellito è un perfetto esempio su come il gatto non debba essere gestito come un “piccolo cane”.
Le principali novità nella gestione del diabete mellito felino sono tre.
In primis l’avvento di analoghi insulinici long-acting con delle cinetiche di assorbimento costante, prevedibile e con lunga durata d’azione che sono particolarmente adatti alla specie felina. Il gatto non manifesta infatti un chiaro picco iperglicemico post prandiale e ama consumare il pasto nell’arco della giornata. Per tali motivi, in tale specie, gli analoghi insulinici long acting sono spesso particolarmente efficaci. L’altra grossa novità è rappresentata dal monitoraggio terapeutico. Da anni in Medicina Veterinaria si studiano dei metodi di monitoraggio continuo del glucosio. Nel recente passato sono stati pubblicati alcuni studi su dispositivi ad uso umano che, pur funzionando anche nel gatto, avevano dei limiti di applicabilità, nonché dei costi elevati che ne precludevano l’uso nella pratica clinica quotidiana. Il Freestyle Libre® e la validazione dello stesso nella specie felina,2 ha aperto una nuova era. Ad oggi tale dispositivo è altamente consigliato nel monitoraggio del glucosio in quasi tutti i gatti diabetici e sta permettendo di eliminare le complesse e poco attendibili curve glicemiche. Un monitoraggio con Freestyle Libre® permette di migliorare il controllo glicemico, di ridurre gli episodi di ipoglicemia e di dare una migliore qualità di vita al gatto.3
Infine, il 2024 sarà l’anno della diffusione di una interessantissima classe di farmaci, ossia gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT-2). Questi farmaci (ad es. (velagliflozina, bexagliflozina), grazie ai loro effetti farmacologici, alla relativa sicurezza e alla comoda modalità di somministrazione per via orale, potrebbero diventare lo standard terapeutico per il diabete mellito felino. Bloccando l’azione dei co-trasportatori SGLT-2 a livello renale, gli inibitori SGLT-2 favoriscono la glicosuria e normalizzano le concentrazioni ematiche di glucosio. Siamo solo agli inizi dello studio di questa classe di molecole ma i primi studio sono più che promettenti.4

BIBLIOGRAFIA
1. Feldman E.C., Fracassi F., Peterson E.M. (eds.) Feline endocrinology. 1st ed. Milan: Edra; 2019.
2. Del Baldo F, Fracassi F, Pires J, et al. Accuracy of a flash glucose monitoring system in cats and determination
of the time lag between blood glucose and interstitial glucose concentrations. Journal of Veterinary Internal
Medicine 35:1279-1287, 2021.
3. Re M, Del Baldo F, Tardo AM, Fracassi F. Monitoring of diabetes mellitus using the Flash Glucose Monitoring
System: the owners’ point of view. Veterinary Sciences 7;10:203 2023.
4. Hadd MJ, Bienhoff SE, Little SE, et al. Safety and effectiveness of the sodium-glucose cotransporter inhibitor
bexagliflozin in cats newly diagnosed with diabetes mellitus. Journal of Veterinary Internal Medicine 37:915-
924, 2023.

Additional Info

  • Authors: Fracassi F.
  • Authors note: Med Vet, PhD, Dipl. ECVIM-CA
  • Year: 2023
  • Reference: Veterinaria Year 37, n. 6, December 2023
  • Pages: 251
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