L'uso dei corticosteroidi nello shock ipovolemico

La grande maggioranza degli studi sinora condotti sull'efficacia dei corticosteroidi nello shock ipovolemico Å di tipo sperimentale. A causa di questa mancanza di indagini cliniche, si deve ancora stabilire se i riscontri sperimentali siano importanti nei pazienti colpiti da forme cliniche di shock ipovolemico. Nel presente lavoro vengono illustrati gli studi sperimentali originali a sostegno dell'impiego dei corticosteroidi in questa patologia; in molti casi le ricerche sono state condotte su animali giê precedentemente trattati con corticosteroidi, non sono state correttamente pianificate dal punto di vista sperimentale o non sono state abbinate ad un trattamento collaterale mediante fluidoterapia endovenosa. Vengono illustrati i meccanismi d'azione ipotizzati per i corticosteroidi, compresi gli effetti cardiaci e vascolari, la stabilizzazione delle membrane e le azioni metaboliche, insieme alla tossicitê dei corticosteroidi. Gli effetti indesiderati associati alla somministrazione di questi farmaci sono rappresentati da ulcerazione e sanguinamento gastrici, iperglicemia indotta, ritardo della guarigione ed immunosoppressione. Gli effetti utili di questi agenti nei pazienti in stato di shock sono rappresentati da prolungamento della sopravvivenza, stabilizzazione delle membrane, aumento della gittata cardiaca, vasodilatazione e miglioramento del metabolismo tissutale. Tuttavia, alcuni studi hanno riferito che i corticosteroidi aumentano la sopravvivenza di poche ore o giorni, mentre altri segnalano un incremento della pressione sanguigna, della gittata cardiaca o altre variazioni. Date le insufficienti prove a sostegno di un chiaro effetto favorevole dei corticosteroidi nello shock ipovolemico e l'esistenza di potenziali effetti collaterali, Å tempo di riconsiderare il loro impiego in questi pazienti.

Additional Info

  • Authors: Waddell L.S., Drobatz K.J., Otto C.M.
  • Authors note: University of Pennsylvania
  • Year: 2002
  • Reference: Supplemento (Agosto 2002) a Veterinaria, Anno 16, n. 2, Giugno 2002
  • Pages: 65 - 74
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