Editoriale - L’imaging del pancreas del cane e del gatto: la rivoluzione negli ultimi 30 anni

“Diagnostic Ultrasound in the dog and cat” - il mio primo libro di ecografia. Scritto da Frances Barr, edito da Blackwell nel 1990, riporta testualmente: il pancreas del cane e del gatto è difficile da identificare ecograficamente e questo organo non è visibile come una struttura definita1. Il pancreas non meritava, in questo testo, un capitolo dedicato, ma veniva inserito nel capitolo delle “altre strutture addominali”. Nessuna immagine, ma solo una breve descrizione dei potenziali rilievi in caso di gravi alterazioni infiammatorie o neoplastiche. Il pancreas del gatto veniva esaurito in tre righe. Due anni prima, Miles e altri autori proponevano l’iniezione di fluido peritoneale per facilitarne la visualizzazione nel cane2. Siamo partiti da lì. In poco meno di 30 anni, si è compiuta una vera rivoluzione. Oggi, grazie all’ottima tecnologia a disposizione di qualsiasi struttura veterinaria, l’esame del pancreas è parte integrante della valutazione ecografica standard dell’addome. La terza edizione del testo “Textbook of Small Animal Diagnostic Ultrasound” dedica a questo organo un capitolo di 30 pagine3. Certamente non è l’organo più facile da reperire e valutare, viste le sue piccole dimensioni e la stretta contiguità con lo stomaco e l’intestino, che con il loro contenuto di gas ed ingesta rendono più difficile il passaggio degli ultrasuoni. Ma anche la tecnica di scansione è migliorata; abbiamo imparato ad utilizzare i vari decubiti, spostando i nostri pazienti dalla posizione dorsale a quella laterale destra e sinistra per allontanare il gas ed utilizzare il fluido contenuto nel tratto gastroenterico come una finestra acustica4. La letteratura scientifica fornisce un ottimo supporto: una rapida ricerca su Pub Med consente di trovare quasi 200 articoli dedicati all’imaging del pancreas nel cane e nel gatto. La maggior parte degli studi sono dedicati all’ecografia e, in questo settore, siamo diventati veramente bravi.  Un esame ecografico accurato, effettuato da un operatore esperto, fornisce informazioni complete e dettagliate nella maggior parte delle situazioni ambulatoriali, che insieme ai dati clinici e laboratoristici, consentono di formulare una diagnosi, una prognosi e prendere le corrette decisioni terapeutiche. Sempre di più, tuttavia, compaiono in letteratura pubblicazioni che riguardano l’utilizzo delle metodiche avanzate. Ecografia con mezzo di contrasto (CEUS) e Tomografia Computerizzata (TC) sono diventati negli ultimi anni esami facilmente accessibili, sempre più a disposizione dei veterinari clinici. Sicuramente meno solida è la conoscenza delle loro indicazioni, di quali informazioni queste metodiche aggiungono e che vantaggi ci possono essere nella gestione di un paziente con una patologia pancreatica, anche ai fini di un trattamento. Si tratta di situazioni cliniche complesse. Tra queste, le gravi pancreatiti, in cui possono subentrare complicazioni che diventano spesso fatali e che potrebbero trarre vantaggio per esempio da un approccio chirurgico. L’esame TC è inoltre indicato nelle neoplasie del pancreas, talvolta difficili da visualizzare e la cui gestione richiede innanzitutto un’accurata stadiazione del tumore e del paziente. Precise indicazioni, quindi. Non dobbiamo correre il rischio di utilizzare le metodiche avanzate a pioggia, in tutte le situazioni in cui la gestione clinica del paziente diventa difficoltosa. I due articoli inclusi in questo numero hanno l’obiettivo di riassumere e ordinare i dati forniti dalla recente letteratura, alla luce dell’esperienza di campo degli autori. Le informazioni contenute non sono rivolte a specialisti nel settore della diagnostica per immagini, ma sono utili soprattutto a chi delega l’esecuzione di questi esami collaterali. Il veterinario clinico deve conoscere quali sono le informazioni che può e deve richiedere a chi esegue l’esame, per essere anche in grado di valutare la qualità dello studio ecografico o TC effettuato. 

Additional Info

  • Authors: Rossi F.
  • Authors note: Federica Rossi, Specialista in Radiologia Veterinaria, Diplomato College Europeo Diagnostica per Immagini
  • Year: 2016
  • Reference: Veterinaria Year 30, n. 2, April 2016
  • Pages: 67 - 68
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