EDITORIALE - Malattie allergiche cutanee feline, qui gatta ci cova!

In questo numero di veterinaria, i lettori troveranno due articoli dedicati alle malattie allergiche cutanee del gatto e in particolare alla sindrome atopica felina, un’entità clinica nota da molti anni (sebbene con diversi nomi) con ancora molti punti oscuri rispetto alla controparte canina. Il termine “atopia felina” è stato utilizzato già a partire dal 1982 per descrivere una sindrome clinica caratterizzata da prurito ricorrente associato a positività ai test allergologici nei confronti di allergeni ambientali in gatti in cui le altre cause di prurito fossero state escluse ma successivamente abbandonato.1 Non si conosceva infatti ancora abbastanza di questa condizione, in particolare per quanto riguarda la base genetica e il ruolo delle IgE, per poter usare il termine “atopico”. Inoltre, le manifestazioni cliniche apparivano molto diverse da quelle classicamente osservate nella dermatite atopica felina e umana. Nel corso degli anni sono stati adottati diversi termini, non utilizzati universalmente dalla comunità scientifica, tra cui la definizione di”dermatite da ipersensibilità non causata dalle pulci né dal cibo” (Non -flea, non-food hypersensitivity dermatitis) o NFNFHD, coniato nel 2011.2
All’inizio di quest’anno sono state pubblicate una serie di review curate dall’international Commitee on Allergic Diseases of Animals, ICADA, dedicate alle malattie allergiche cutanee nel gatto, rivoluzionando in primis la nomenclatura. Viene utilizzato infatti il termine “sindrome atopica felina” (Feline Atopic Sydrome o FAS) che include le dermatiti su base allergica associate ad allergeni ambientali ma anche le allergie alimentari e l’asma, mentre il nome di sindrome cutanea atopica felina (Feline Atopic Skin Syndrome-FASS) identifica la sindrome cutanea causata dall’ipersensibilità ad allergeni ambientali.3
Nonostante il nome sia cambiato, restano le difficoltà nella diagnosi di questa patologia nel gatto, che rimane legata all’esclusione delle altre cause di prurito ma che pone delle difficoltà anche al clinico esperto. Al contrario di quanto avviene nel cane, in cui la localizzazione e il tipo di lesione osservata può indirizzare verso la diagnosi, le malattie allergiche nel gatto possono manifestarsi con diversi quadri clinici, nessuno dei quali patognomonico per una forma rispetto all’altra e che si osservano anche in corso di dermatosi non allergiche.4
La prima revisione tratterà quindi nel dettaglio le manifestazioni cliniche delle dermatiti allergiche nel gatto, ossia la dermatite da ipersensibilità alla puntura delle zanzare, la dermatite allergica alle pulci, l’allergia alimentare e la sindrome atopica felina.
Queste condizioni si manifestano con uno o più tipi di lesioni aspecifici e stereotipati: il prurito (o escoriazioni) della testa e del collo, la dermatite miliare, l’alopecia autoindotta e il complesso del granuloma eosinofilico. Questi patterns non rappresentano una diagnosi finale ma solo una manifestazione di reattività cutanea, osservata frequentemente in corso di ipersensibilità ma che si può riscontrare anche in patologie non allergiche. Sarà quindi doveroso impostare un accurato iter diagnostico per ottenere la diagnosi definitiva.
La seconda review tratterà invece lo spinosissimo tema della terapia delle dermatiti allergiche nel gatto e in particolare della sindrome atopica felina. La terapia dell’allergia felina è sicuramente più complessa rispetto alla controparte canina, sia perché gli studi sull’efficacia dei diversi farmaci a nostra disposizione sono numericamente molto inferiori, sia a causa del ben noto temperamento del gatto, che spesso sembra soffrire più le nostre terapie che la condizione dermatologica stessa.5 I lettori potranno sicuramente beneficiare della revisione sistematica delle opzioni, farmacologiche e non, che si possono impiegare in questi casi.
Oltre ai due articoli dedicati alla dermatologia felina, su questo numero di Veterinaria i lettori potranno trovare una interessante revisione sull’ipotiroidismo del cane, una patologia endocrina frequente in questa specie ma spesso sovradiagnosticata. I segni clinici e clinico-patologici sono infatti aspecifici e anche l’interpretazione degli esami diagnostici è complicata dal fatto che patologie extra tiroidee influenzano le concentrazioni di ormoni tiroidei.
Buona lettura!

BIBLIOGRAFIA
1. Reedy LM. Results of allergy testing and hyposensitization in selected feline skin diseases. Journal of the American Animal Hospital Association 18:618-623, 1982.
2. Hobi S, Linek M, Marignac G et al. Clinical characteristics and causes of pruritus in cats: a multicentre study on feline hypersensitivity associated dermatoses. Veterinary Dermatology 22:406-413, 2011.
3. Halliwell RE, Pucheu-Haston C, Olivry T et al. Feline allergic diseases: Introduction and proposed nomenclature. Veterinary Dermatology 32:8-12, 2021.
4. Favrot C, Steffan J, Seewald W et al. Establishment of diagnostic criteria for feline nonflea Induced hypersensitivity dermatitis. Veterinary Dermatology 23(1):45-50, 2012.
5. Mueller RS, Nuttall T, Prost C et al. Treatment of the feline atopic syndrome a systematic review. Veterinary Dermatology 32:43-e8, 2021.

Additional Info

  • Authors: Fanton N.
  • Authors note: Natalia Fanton Med Vet, Dipl. ECVD, Piacenza
  • Year: 2021
  • Reference: Veterinaria Year 35, n. 6, December 2021
  • Pages: 267 - 268
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