La radioterapia nel trattamento delle neoplasie maligne del cane e del gatto (Parte II). Applicazioni cliniche ed esperienza di 4 anni.

Le radiazioni, soprattutto se erogate con fonti esterne, non colpiscono solo i tessuti neoplastici ma anche quelli sani circostanti. A seconda della dose somministrata, dell'apparecchiatura disponibile, della durata del trattamento e della sensibilitê del tessuto coinvolto i danni che si possono provocare sono di entitê maggiore o minore. In dipendenza del momento di comparsa, invece, si dividono in effetti acuti e tardivi e in generale questi ultimi sono i pi¥ pericolosi per la buona riuscita del trattamento. La sensibilitê dei tessuti normali varia in dipendenza del tasso di moltiplicazione delle cellule che li compongono: la cute, le mucose e l'intestino sono pertanto pi¥ sensibili agli effetti acuti della radioterapia, ma i danni provocati sono in genere autolimitanti e transitori; strutture stabili quali occhio, osso, cartilagine e S.N.C. sono invece pi¥ radioresistenti, ma sviluppano danni tardivi spesso molto gravi. Cosô come i tessuti normali, anche i diversi fenotipi neoplastici sono caratterizzati da radiosensibilitê variabile, il che influenza la scelta del protocollo terapeutico da adottare. In base ai dati riportati in letteratura e all'esperienza acquisita dagli autori dal 1 gennaio 1995 al 31 maggio 1999 su cani e gatti trattati con radioterapia ad ortovoltaggio, si Å stabilito che la migliore risposta alla terapia radiante Å ottenibile in caso di epulidi acantomatose, tumori endonasali del cane e del gatto, mastocitomi del cane, carcinomi squamosi del gatto e, in casi selezionati, di sarcomi dei tessuti molli.

Additional Info

  • Authors: Martano M., Morello E., Buracco P.
  • Authors note: FacoltÉ_ di Medicina Veterinaria, UniversitÉ_ di Torino, Italia
  • Year: 1999
  • Reference: Veterinaria 13, 6, 1999
  • Pages: 7 - 22
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