«Epilessia Felina: vecchie conoscenze e nuove prospettive», presentazione clinica e diagnosi differenziali

L’articolo fornisce una panoramica aggiornata e clinicamente orientata sull’epilessia nel gatto, con focus su presentazione clinica, classificazione e diagnosi differenziale. L’epilessia felina, sebbene sia meno approfondita in letteratura rispetto alla controparte canina, rimane una patologia neurologica cronica molto rilevante nella pratica clinica. Le crisi epilettiche feline sono spesso meno evidenti, con segni clinici eterogenei e meno facilmente riconoscibili. Ciascuna crisi epilettica, a differenza di altri episodi parossistici autolimitanti di differente natura, si articola in tre fasi (prodromica, ictale e post-ictale) e viene classificata come focale, generalizzata o focale con generalizzazione secondaria. L’articolo distingue tra epilessia idiopatica (EI) – ulteriormente suddivisa in forme geneticamente confermate, sospette o a causa sconosciuta – ed epilessia strutturale (ESt), causata da lesioni cerebrali evidenziabili (es. tumori, infiammazioni). Le crisi reattive, dovute a cause extracerebrali (intossicazioni, secondarie a patologie metaboliche), non sono invece classificate come epilessia.
Per la diagnosi di EI, l’IVETF ha proposto un sistema a tre livelli (Tier I–III) basato su criteri clinici, esami di laboratorio, imaging e EEG. Infine, viene riconosciuta una forma particolare di epilessia felina ovvero la epilessia del lobo temporale (TLE), con caratteristiche fenotipiche delle crisi molto peculiari, quali automatismi orofacciali e alterazioni dell’ippocampo. La TLE può derivare da molteplici cause ed è associata a necrosi o sclerosi ippocampale. La diagnosi richiede un approccio integrato clinico-neurologico e diagnostico avanzato.

Additional Info

  • Authors: Canal S.
  • Authors note: Canal S., Med Vet, PhD, DECVN
  • Year: 2025
  • Reference: Veterinaria Year 39, n. 6, December 2025
  • Pages: 285 - 294
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